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Pavimento A Listoni 27

Parquet: cos’è, com’è, e soprattutto: perché?

Legno: il materiale più semplice, accessibile, familiare… e sottovalutato. Quanto poco ne conosciamo le potenzialità?

Perché un pavimento possa definirsi ‘parquet’, lo strato superiore in legno nobile deve essere di almeno 2,5mm di spessore prima della posa. Perciò, la scelta del legno per il vostro parquet è un momento fondamentale che richiede la massima valutazione. Ogni legno è infatti più adatto ad un utilizzo che non ad un altro: l’abete rosso, ad esempio, grazie alla sua elasticità e risonanza, è adottatissimo per le casse dei pianoforti.
In questo articolo passeremo pertanto in rassegna i seguenti punti: proprietà del legno, tipologie di legno e tipologie di parquet.

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Proprietà del legno: isolamento termo-acustico e resistenza

Tanto per iniziare il legno è l’isolante termico per eccellenza, il che non è poco se si considera quanto spendiamo in bollette e in sistemi alternativi che ci garantiscano temperature in linea col nostro benessere. Pertanto, un pavimento interamente rivestito a parquet non costituirà solo un affascinante, accogliente e tradizionale rivestimento pavimentale, quanto una soluzione davvero efficace e sana al problema termico dell’ambiente domestico. Senza considerare l’importanza dell’isolamento acustico: soprattutto per chi vive nelle grandi città.

Quando parliamo di ‘resistenza’, invece, ci riferiamo a quella capacità di resistere a sollecitazioni improvvise e ripetute, a compressioni, a curvature e a pesi: in certi casi, proporzionalmente al peso, la resistenza del legno è superiore a quella dell’acciaio! La Sequoia è ad esempio resistentissima alla compressione, ma non alla curvatura. Viceversa, la Quercia.
La resistenza del legno varia col grado di stagionatura (di essiccazione), con la direzione delle venature e, non da ultimo, col livello di umidità. Un legno maggiormente essiccato è infatti un legno più leggero e più resistente al deterioramento.

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Dal Febbraio del 2009 è obbligatoria la marcatura CE dei prodotti per pavimenti in legno. Una risposta coerente di fronte ai materiali contraffatti provenienti da Cina ed altri Paesi in via di sviluppo (i cosiddetti BRICS) che non rispettano le normative europee di qualità e salute.

L’etichetta CE riporta i requisiti previsti in materia di:

  • Reazione al fuoco;
  • Emissione di formaldeide;
  • Prestazioni termiche;
  • Durabilità nel tempo.

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Il fabbricante è invece tenuto a fornire indicazioni sull’uso, sulla tipologia di posa prevista (incollata, inchiodata, avvitata, flottante) e ad indicare sempre la denominazione botanica del legno onde generare fraintendimenti dovuti a denominazioni di fantasia.

Tipologie di legno: molteplici essenze per molteplici scelte

Legno chiaro: ampiezza, libertà… Legno scuro: solennità, eleganza…
La scelta del colore del legno è funzionale all’impatto che vogliamo imprimere sulla nostra abitazione: la casa è piccina? Un buon parquet chiaro illuminerà l’ambiente generando un’illusione ottica di maggiore ampiezza e spazio. A tal fine è anche consigliato posare lo stesso tipo di parquet in tutte le stanze in modo tale da far sembrare lo spazio domestico più ampio: l’uniformità e la continuità generano coerenza estetica e sensazione di ampiezza.

Viceversa, un parquet scuro a listoni di grande formato rimpicciolisce visivamente gli spazi ma crea un’atmosfera di grandiosa eleganza e solennità formale.

In base all’effetto cromatico che desideriamo per il nostro parquet, ci sono da tenere in considerazione le diverse essenze del legno: non dimentichiamo che le proprietà delle singole essenze sono fondamentali e devono adattarsi al nostro ambiente. Passiamo in rassegna qualche specie!

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  • il MERBAU è un’essenza asiatica bruna che cambia colore con la progressiva esposizione al Sole;
  • DOUSSIè AFRICANO è un’essenza dorata-rossiccia piuttosto resistente a curvature e compressioni, con elevata stabilità (la capacità di opporsi a deformazioni) ed ottime capacità di risposta alle escursioni termiche e all’umidità. La buona qualità e il prezzo conveniente lo rendono un’ottima scelta;

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  • l’ ACERO EUROPEO, dal colore giallognolo-biancastro, non è un legname molto durevole, in quanto facilmente attaccabile dai funghi e dai tarli e richiede, pertanto, speciali trattamenti protettivi, ma in compenso l’ossidazione è alquanto bassa, la superficie tende ad ingiallire leggermente nel tempo, senza evidenti mutamenti. Mostra una buona resistenza alla flessione, ma nel caso in cui deve essere posto a contatto con un impianto di riscaldamento a pavimento, c’è il rischio che si creino delle fessurazioni;
  • l’ ACERO CANADESE ha buona resistenza all’urto ed è più duro rispetto all’acero europeo, non si creano fessurazioni sulla superficie se posto sopra ad un massetto radiante e l’ossidazione è quasi nulla, per cui il colore rimane pressoché inalterato nel tempo;
  • Il FAGGIO è un’essenza europea, dalla tonalità rosata, che poco sopporta però gli sbalzi termici (quindi: evitare di applicare parquet di faggio in caso di sistema di riscaldamento a pannelli sottopavimentali); con l’azione della luce il colore varia notevolmente ed è inoltre un’essenza che risente molto dell’umidità e dell’influsso degli agenti atmosferici, pertanto se proprio si vuole porre un parquet in faggio in ambienti umidi si può optare per il tipo evaporato, così chiamato perché ha subito un processo di vaporizzazione che lo rende più resistente all’umidità e agli sbalzi climatici. Un vantaggio del faggio è la sua elevata durezza, infatti è spesso impiegato per le pavimentazioni ad alto calpestio;
  • il FRASSINO, per le sue doti di buona elasticità nell’attutire gli urti viene spesso utilizzato per pavimentare le palestre e i campi sportivi e mostra un’apprezzabile resistenza meccanica;
  • LARICE: legno europeo molto forte, garante di un’ottima stabilità e durevolezza del pavimento;
  • il ROVERE, considerato tra i legni più eleganti (e pertanto più costosi) è un’essenza molto forte e robusta; assume però colore giallo paglierino a seguito dell’ossidazione, reagisce male all’umidità e alle variazioni di temperatura;
  • QUERCIA BIANCA, un legno notevolmente robusto

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  • WENGè-PANGA è un’essenza africana molto scura, immune da viraggio (cambiamento di colore) in caso di esposizione ai raggi solari e resistente agli attacchi di parassiti; è un legno molto duro e compatto, con grandi capacità di opporsi alla penetrazione di un colpo pesante;
  • MUTENYE, anch’essa essenza africana, è una specie il cui colore varia dal marrone giallognolo al grigio scuro tendente al nero. È un legno resistente ma meno adatto al sistema di riscaldamento a pannelli radianti;

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  • l’IROKO è un’essenza africana gialla che cambia colore con l’esposizione alla luce solare, diventando scuro; con buona resistenza alle flessioni, l’Iroko ha una durezza rilevante e, al contempo, è di facile lavorazione. L’ottima resistenza al calpestio lo rende un legname adatto a pavimentazioni solide e destinate e durare nel tempo; è molto usato per pavimentare le zone esterne in quanto non risente delle escursioni termiche e dell’umidità. Ciò vale però per il durame (la parte più ‘anziana’ del legno), mentre l’alburno (la parte più ‘giovane’) risulta vulnerabile agli attacchi dei parassiti e dei funghi;
  • CABREUVA INCENSO: così chiamato perchè emana un gradevole profumo di incenso! Questo legno presenta un grado di ossidazione piuttosto alto, infatti un parquet in questa essenza diventerà molto più scuro negli anni, ma è molto longevo perché è un’essenza dalla elevata durezza e resiste bene agli impatti violenti;
  • IPE-LAPACHO: è considerato uno dei legni più duri e resistenti al mondo, se è esposto all’umidità estrema e alle intemperie rimane inalterato per ben 25 anni; è una essenza che con l’ossidazione tende a diventare più uniforme e a sconfinare verso il grigio; perciò, eventualmente, per evitare l’ingrigirsi della superficie è opportuno applicare periodicamente degli agenti trattanti.
  • il TEAK, legno tipico del sud-est asiatico, è un’essenza dal color tabacco, estremamente resistente all’umidità: tanto da essere impiegata nel settore nautico! Il colore tende ad uniformarsi con l’ossidazione, ed è una delle essenze più durevoli tra quelle esistenti, non teme gli sbalzi di temperatura, né il vento, e resiste all’attacco degli insetti. Inoltre ha doti di auto-lubrificazioni e non subisce alterazioni nel tempo (come rigonfiamenti, fessurazioni e screpolature);
  • il legno di NOCE, indicato per gli ambienti eleganti grazie alla sua lucentezza acquisita nel corso del tempo, è un’essenza molto diffusa in Europa e viene coltivata anche in Italia. Non è un legno particolarmente duro e potrebbero crearsi delle rotture sulla superficie se sottoposto a carichi troppo elevati; è duttile e si presta bene alle lavorazioni di piallatura, di levigatura e di assemblaggio con viti o colla, garantendo strutture di buona solidità. Viene considerato uno dei legnami più pregiati, anche se è soggetto alle aggressioni dei parassiti, per cui richiede una costante manutenzione;
  • AFRORMOSIA, legno leggermente olivastro, resistente alle escursioni termiche, ideale in caso di riscaldamento a pannelli; con l’esposizione alla luce solare l’Afrormosia tende a scurirsi in modo molto consistente, ragion per cui, al momento della fornitura, gli elementi in legno possono essere molto diversi dalle campionature.

Il “piccolo recinto in tavole di legno”…  il “PARQUET”.

Osservando le mirabili opere dei pittori fiamminghi, quasi non vi è scena d’interni in cui il pavimento in legno, lucido come uno specchio, non brilli in tutto il suo splendore.  La stessa sala in cui il Re Sole (Luigi XIV di Francia) riceveva e concedeva udienza era chiamata “Parquet”: Versailles è ricchissima di complessi ed eleganti esempi di posa “a fascia e bindello” e “a mosaico”. Col Novecento emerse poi il parquet “a listoni”.

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Il ventunesimo secolo è invece il secolo del parquet prefinito: se infatti gli anni ’60-’70 videro spopolare il lamparquet (una tavoletta in legno massello spessa fino a 12mm e lunga fino a 500mm), dagli anni ’80 fa rapida comparsa il parquet prefinito:  un parquet composto uno strato di legno nobile e da uno di legno meno pregiato che funge da supporto. Con la produzione seriale del boom economico tornano in voga i quadrotti, i fregi, le decorazioni…

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Ormai il parquet prefinito si trova sempre più spesso anche in bagno e in cucina, ambienti da cui il pavimento in legno è per tradizione bandito perché rischia di macchiarsi e di inumidirsi. Ma quindi qual è il segreto? Semplice: la scelta di legni resistenti all’umidità, sufficientemente duri da non scheggiarsi, e facili da pulire.

Quante tipologie di parquet esistono, perciò? Be’, vediamo le principali in modo tale da avere a mente uno schema chiaro.

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Il parquet in legno massiccio è formato da elementi interamente in legno dallo spessore di 14-20mm, mentre il parquet in multistrato è costituito da un supporto in legno povero (abete, betulla) abbinato ad una placca superficiale di legno nobile (dai 2,5 ai 5 mm di spessore), e può essere a 2 o a 3 strati. Queste sono le tipologie più in uso.
A loro volta, queste due famiglie, a seconda delle finiture in superficie si definiscono: pavimento grezzo (1) e  pavimento prefinito (2).

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Il pavimento grezzo (1) è anche detto “massello” o “tradizionale” perché è, appunto, fornito grezzo al momento della posa e successivamente da finire di verniciatura, ceratura, oliatura, levigatura e lucidatura. Si tratta di lastre da 10 a 24 mm di spessore e mantiene intatta negli anni la sua bellezza. Composto da puro legno nobile, occorre attendere almeno 40 giorni prima dell’utilizzo del pavimento. Per questo rappresenta appena il 30% della quota del mercato del parquet. Ogni 10 anni sono necessarie, infine, operazioni di levigatura per la manutenzione ai fini di cancellare le tracce di usura.

Il pavimento prefinito (2), invece non è da confondere col multistrato: spesso vengono utilizzati come sinonimi ma è errato. Il prefinito può essere anche parquet massello di grandi dimensioni, infatti è solo da posare e nelle ristrutturazioni assicura facilità d’installazione.

Il tema interessantissimo del parquet è un tema su cui ci sarebbe da spendere fior fior di articoli! In questa sede ci siamo limitati, come sempre, ad un sunto. Sicuramente ci sentiamo di condividere appieno questa scelta di qualità, estetica e salute. Dopotutto… la tradizione insegna!

D. M.,

Edilitaly

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