02 66503803 info@edilitaly.it
Detrazioni Fiscali 2016 Per Ristrutturazione Immobiliare – Chi Può Usufruirne? Come?
Detrazioni fiscali 2016 per ristrutturazione immobiliare – Chi può usufruirne? Come?

Detrazioni fiscali 2016 per ristrutturazione immobiliare – Chi può usufruirne? Come?

La Legge di Stabilità 2016 ha prolungato il bonus fiscale del 50% per le ristrutturazioni immobiliari fino al 31 dicembre 2016, ovverosia le aliquote agevolate per le detrazioni IRPEF (Imposta sul reddito) previste a chi ristruttura e riqualifica immobili (correlato alla detrazione è previsto il bonus su mobili e grandi elettrodomestici): questo vale quindi sia per gli appartamenti privati, che per le parti comuni di uno stabile, come i condomìni. Il tetto massimo di spesa sul quale calcolarla è salito a 96.000 euro. Dal 1° gennaio 2017, infatti, assenza di altre modifiche, la detrazione ritornerà al 36% con il limite di 48.000 euro.

La detrazione è suddivisa in dieci quote annuali costanti e dello stesso importo ciascuna.

Questa agevolazione è estesa anche alle case popolari,  e più in generale si rivela particolarmente utile qualora le condizioni economiche del richiedente rendessero difficile sostenere la spesa dei lavori e le condizioni fisiche della struttura domandino interventi di stretta necessità. L’agevolazione comprende infatti anche le spese sostenute per la messa in sicurezza di un impianto – ad esempio l’impianto elettrico.
Qui di seguito le voci “In quali condizioni?” “Chi può usufruire?” “Come?”: vediamo nel dettaglio.

famiglia

In quali condizioni si può usufruire delle detrazioni?

Secondo quanto indicato dall’ Agenzia delle Entrate, le agevolazioni sono concesse nei seguenti casi:

  1. per la realizzazione di ogni strumento tecnologico che possa favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi qualora esso riguardi interventi sugli immobili, come l’installazione del corrimano. Si specifica che la detrazione riguarda solo le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non riguarda l’acquisto di strumenti – ad esempio schermi a tocco, tastiere espanse, ecc. – anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna. Tuttavia, tali strumenti rientrano nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%;
  2. interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici. Analogamente alle detrazioni per gli interventi a beneficio dei portatori di handicap gravi, il riferimento alla sicurezza domestica non dà diritto alla detrazione del semplice acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza, perché questa categoria non richiede un intervento sugli immobili: ad esempio, per l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas non sono previste detrazioni. L’agevolazione compete, invece, anche per la semplice riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili: per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante. Tra le opere agevolabili rientrano l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti, il montaggio di vetri anti-infortunio;
  3. per interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  4. per le opere di restauro e risanamento conservativo e per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, e su tutte le parti comuni degli edifici residenziali;
  5. per le opere di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuate su tutte le parti comuni degli edifici residenziali (i condomìni); in questo caso per calcolare la detrazione occorre far riferimento al totale delle spese sostenute con il criterio di cassa: tale importo va ripartito tra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa e che hanno diritto alla detrazione;
  6. per interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, ad esempio durante la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione;
  7. interventi sugli immobili relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti pienamente illeciti da parte di terzi – furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti. Non rientra nell’agevolazione, naturalmente, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza;
  8. interventi finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici, all’esecuzione di opere interne;
  9. per interventi di ristrutturazione di interi fabbricati eseguiti da imprese di costruzione/ristrutturazione e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

Ai fini della detrazione, oltre alle spese previste per l’esecuzione dei lavori, è possibile anche considerare:

  1. le spese per l’acquisto del materiale necessario alla realizzazione dei lavori;
  2. le spese di progettazione e le prestazioni professionali connesse;
  3. le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del Decreto Ministeriale 37/2008 per gli impianti elettrici e della legge 1083/71, secondo le norme Uni-Cig, per gli impianti a metano;
  4. le spese richieste per le perizie e i sopralluoghi;
  5. il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
  6. l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazione e le denunzie di inizio lavori;
  7. gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

Chi può usufruire delle detrazioni?

Possono usufruire delle agevolazioni non solo i proprietari o i titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori e che ne sostengono le spese, ma anche l’inquilino o il comodatario. E quindi, per essere precisi:

  1. il proprietario/il nudo proprietario;
  2. l’usufruttuario;
  3. l’inquilino;
  4. i soci di cooperative (divise ed indivise) e di società semplici;
  5. gli imprenditori individuali (solo per gli immobili che non rientrano tra quelli strumentali e di merce);
  6. il familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado) convivente del possessore o detentore dell’immobile, purché ne sostenga le spese, e le fatture e i bonifici risultino intestati a lui;
  7. coloro che acquistano un immobile sul quale sono stati effettuati interventi che beneficiano della detrazione, e ai quali le quote residue del “bonus” si trasferiscono automaticamente, salvo diverso accordo tra le parti;
  8. chi esegue i lavori in proprio: in questo caso le detrazioni riguardano le spese d’acquisto per i materiali utilizzati.

Come fare?

Prima di iniziare i lavori occorre inviare una comunicazione con raccomandata A.R. (“avviso di ricevimento”) all’ASL (“Azienda sanitaria locale”), tranne nei casi in cui le norme sulle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica preliminare alla Asl.

Occorre inoltre pagare le spese detraibili (ossia la spesa dei lavori) tramite bonifico bancario o postale, il cosiddetto “bonifico parlante” in modo tale che risultino la causale del versamento, il codice fiscale di chi richiede la detrazione e il codice fiscale (o partita Iva) del beneficiario del pagamento per i lavori ricevuti.
causale-bonifico
È sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo (ad esempio un contratto d’affitto).

Inoltre, bisogna conservare ed esibire a richiesta degli uffici i seguenti documenti:

  1. concessioni, autorizzazioni o comunicazioni di inizio lavori, in base al tipo di lavoro che si deve realizzare. Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia rientrano tra quelli agevolabili;
  2. domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;
  3. ricevute di pagamento dell’Imu, se dovuta;
  4. delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti le parti comuni, e quindi i condomìni;
  5. dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori;
  6. comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori  da inviare all’Azienda sanitaria locale,  se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri;
  7. fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute;
  8. ricevute dei bonifici di pagamento.

A ben considerare l’opportunità del bonus e la sua data di scadenza – 31 Dicembre 2016 – è consigliabile un pronto sollecito a chiunque abbia in progetto lavori di natura conforme alle categorie sopracitate.

D. M.,

Edilitaly

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *